Cosa mangiare a Padova: piatti tipici da assaggiare in città

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Last Updated on Novembre 29, 2023 by Laura Teso

Padova è la mia città quindi mi fa sempre molto piacere parlarne. Dato che il mio articolo su Dove mangiare a Padova ha sempre molto successo, mi viene talvolta anche chiesto: sì, ma cosa possiamo assaggiare di tipicamente padovano? Perfetto, questo post risponde alla domanda.

Cosa mangiare a Padova

Spunciotti e ombre… o spritz

Non sono altro che i cicheti veneziani, solo che a Padova si chiamano spunciotti (sarebbe senza una t in dialetto, per la precisione). Ovvero piccoli assaggini di cibo diversi, una sorta di finger food in stile veneto. Il nome si deve al fatto che per mangiarli di solito si spunciano (ovvero si infilzano), per esempio con uno stuzzicadenti. In sostanza, le proposte sono più o meno le stesse che potete trovare a Venezia: sarde in saor, crostini con baccalà mantecato, mozzarella in carrozza. La bontà, insomma.

E con cosa si accompagnano gli spunciotti? Ma con un’ombra, no? Cioè un bicchiere di vino. Non io perché non bevo. Eh, sì. Una Veneta astemia. Ma va? Non me l’ha mai detto nessuno, quanta originalità! Tutti. Continuamente. È una gran palla. 

L’alternativa al vino è invece l’ormai conosciutissimo spritz. Che può avere diverse varianti. Le principali sono due. L’eterna lotta tra Aperol e Campari (per uno spritz più o meno leggero). Ma esistono anche altre versioni, ad esempio col Cynar. Ma meglio che vi facciate eventualmente spiegare da qualcuno che beve perché non sono molto d’aiuto, ecco. 

Spunciotti, ombre e spritz li potete trovare in diversi locali della città, c’è l’imbarazzo della scelta. A me piace molto All’Ombra della Piazza in via Pietro d’Abano, a 2 metri da Piazza della Frutta. Più verso il Santo (cioè San’Antonio. Proprio non riesco a chiamarlo per intero) c’è Frascoli Bacaro, in via del Santo (appunto). Buono anche il Corte Sconta in via dell’Arco (in zona Ghetto ebraico, a 1 minuto dalle piazze). Nella zona a nord della stazione ferroviaria, nel quartiere dell’Arcella, trovate invece Aperture cocktail bar.

Spritz fotografati da federica ariemma

Street food padovano

I padovani che leggeranno questo post non ne potranno più perchè chiaramente conoscono già tutto, ma non posso non inserire i classici dello street food cittadino. 

I tramezzino al bar Nazionale

Cos’hanno di speciale questi tramezzini? Nulla, a parte che vengono scaldati, quindi in pratica è come se fossero mini toast senza i bordi scuri. Però vanno tantissimo. Secondo me c’entra molto la location. Infatti ogni tanto mi fermo anch’io. Il bar è infatti in piazza delle Erbe, tra le più belle della città. Vi potrete quindi sedere ad un tavolino e ammirare la piazza, il mercato, la gente che passa, i palazzi, le luci, i sassi (che sì, non sono solo nella vicina Vicenza, per chi coglie la citazione. Per chi non la cogliesse, cercate su YouTube “video bambino di Vicenza Zecchino d’oro”, non ve ne pentirete).

I folpetti

A pochi passi dal Bar Nazionale, potrete trovare (solo in certi orari, che vi consiglio di controllare sui loro canali social) un’istituzione padovana: La Folperia. È un chioschetto rosso in un angolo di Piazza della Frutta. Qui potrete assaggiare i folpetti, ovvero i polipetti, ma anche altri spuncioti, prevalentemente di pesce. 

Il panino alla porchetta del Bar dei Osei

Accanto alla Folperia si trova il bar dei Osei (uccelli in Veneto, il nome si riferisce alla vendita di volatili che veniva effettuata qui nei tempi antichi), dove è celebre appunto il panino alla porchetta. 

I panini della Zita

In via Gorizia, a due passi dalle piazze si trova un minuscolo localino con un paio di sgabelli e un’infinità di cartellini colorati che elencano i nomi dei numerosi panini che potrete ordinare. 

La pizza di Orsucci

Vicina a Prato della Valle, e (purtroppo) aperta solo di sera dalle 17, la Pizzeria Orsucci è un altro locale molto piccolo con pochi posti a sedere (tipo 8), dove fanno delle pizze altrettanto piccole ma deliziose, cotte al testo (una padella particolare). Sono diverse dalle solite pizze, quindi non fatevi le aspettative sbagliate. Non so descrivervele bene, ma direi che sono un misto tra una pizza e una focaccina, con un gusto peculiare che troverete solo lì. 

Altri prodotti e piatti tipici della cucina padovana

Prosciutto di Montagnana

Il suo nome ufficiale sarebbe Prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP. Ma ci si mette di più a dirlo che a mangiarne una deliziosa fetta. Infatti spesso viene chiamato più semplicemente prosciutto di Montagnana. Lo troverete spesso tra gli antipasti in trattorie e ristoranti di tutto il territorio padovano.

Gallina padovana in saor

Questo è un piatto che adoro e che solitamente viene servito come antipasto. In pratica si tratta di gallina padovana disossata, tagliata a striscioline, cotta e poi posta in un contenitore a strati alternati con cipolla (precedentemente cotta in padella con aceto), pinoli e uvetta. Talvolta viene arricchita con altre verdurine. La gallina padovana, caratterizzata dal suo bel ciuffo, è inoltre un presidio slow food. In centro la potete trovare ad esempio all’Osteria dal Capo in via Obizzi (ovviamente non è costantemente in menù quindi vi conviene controllare). Non avendo foto, ho utilizzato quella (splendida) scattata alla Trattoria Montanella di Arquà Petrarca dal fotografo Alessandro Capuzzo.

Gallina in saor – Sto usando la foto di © Alessandro Capuzzo | Photographer

Bigoli all’anatra

Ecco un altro dei miei piatti preferiti. I bigoli sono un tipo di pasta di origine padovana. Pare siano stati inventati nel Seicento da un pastaio soprannominato Abbondanza (e ci credo bene). Sono a base di grano tenero, uova, acqua e sale. I condimenti che troverete più di frequente in zona sono “in salsa” (ovvero con le sarde, che io non amo, mi spiace) o al sugo/ragù d’anatra. Potreste trovare anche la dicitura “di corte o all’antica maniera”. Significa semplicemente che la carne è tagliata al coltello o sfilacciata. Li potete trovare praticamente ovunque in città e nei dintorni.

Bigoli
Bigoli

Risotto coi rovinassi or fegatini

È un risotto fatto con i cosiddetti fegatini di pollo (fegato ma anche cuore e ventrigli). Non è per tutti, certo, perché ha un sapore un po’ fortino. Io lo amo molto (se fatto bene e non troppo “fegatoso”). Più che altro non si trova spesso in giro. So che lo fanno (non sempre, ma a seconda del menù stagionale) al ristorante Fuel in Prato della Valle.

Gran Bollito alla Padovana

In realtà si trova in pochi ristoranti (ad esempio Da Giovanni in via Maroncelli, fuori dal centro in zona fiera per capirci) perché occorre parecchio tempo per prepararlo. Immagino comunque che molti di voi sappiano già di cosa si tratta, dato che il bollito non si fa solo in Veneto. Comunque è un piatto composto di tagli di carne diversi (vitello, gallina, cappone, manzo, maiale) bolliti e serviti con salsa verde o altre salse. È un piatto con uno stuolo di ammiratori, ma non fa per me perché i tagli coinvolti (tipo testina, lingua e simili amenità) non mi ispirano proprio. Insomma, da questo articolo emerge quanto io sia “esigente” in merito al cibo. Ognuno ha i suoi gusti, no?

Oca in Onto

L’oca in onto è un altro presidio Slow Food. Si tratta di una preparazione di pezzi di oca (ad esempio petto o coscia) cotti con aromi, erbe e poco vino rosso, poi messi in vasetti di vetro, coperti con grasso fuso e chiusi ermeticamente. È una prelibatezza che purtroppo ad oggi viene preparato solo da due produttori, Michele Littamè a Sant’Urbano (Padova) e Agriturismo Mondragon a Tarzo (Treviso). Io li ho assaggiati tutti e due. Molto diversi ed entrambi ottimi. L’Oca in onto a Padova la potete trovare alla Gourmetteria in via Zabarella o sui colli alla trattoria La Tavolozza. Attenzione: non è sempre in menù, dipende da stagione e disponibilità. 

In alternativa troverete questa specialità in alcuni mercatini locali stagionali per esempio durante il Gioco dell’Oca a Mirano in novembre o in occasione di Sapori Padovani a Padova in Prato della Valle. Sennò ci si deve recare presso i produttori succitati (ma fate un colpo di telefono prima di andare perché il prodotto non è sempre disponibile).

Caffè Pedrocchi alla menta

Non è un vero e proprio piatto ma non potevo non inserirlo. Il Caffè Pedrocchi è un caffè arricchito da panna fresca emulsionata con sciroppo alla menta e golosa spolverata di cacao, che potrete trovare allo storico, ed omonimo, Caffè Pedrocchi, un locale storico che risale al 1831. In alternativa potrete provare lo Zabaione Stendhal, che pare ne fosse ghiotto quando frequentava il locale. 

Immagine di Caffé Pedrocchi

Dolce del Santo

Si tratta della torta dedicata a Sant’Antonio, morto a Padova il 13 giugno 1231. Io non ne vado matta. È composta da uno strato di pan di Spagna agli amaretti (ecco perché non mi piace), marmellata all’albicocca e cubetti di arancia, coperti da uno strato di pasta sfoglia.

Torta Pazientina

La pazientina è una torta padovana che secondo me prende il nome dal fatto che, essendo molto elaborata, ci vuole una gran pazienza a farla. È composta da strati di pasta bresciana (ovvero frolla con farina di mandorle), pan di spagna imbevuto con liquore e zabaione, coperti da sfoglie di gianduia. L’ho assaggiata alla Pasticceria Graziati, in piazza della Frutta. Sempre qui potrete gustare in alternativa una fetta della celebre Millefoglie. Sì, ok, non è un dolce tipico padovano ma tra vi assicuro che è un dolce molto popolare e amato in città (proprio quello di questa pasticceria, intendo).

Per citare un altro amore dei padovani in campo dolciario, non posso non menzionare la crostata con crema e fragoline di bosco (c’è anche in versione monoporzione) della Pasticceria Tadiotto al Duomo, a fianco appunto del Duomo cittadino. 

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Se invece volete approfondire l’argomento mangereccio qui nel mio blog, potete trovate altri post interessanti. Ad esempio se cercate ristoranti Dove mangiare a Padova 

oppure 

Dove mangiare sui Colli Euganei

O ancora se cercate le 

Migliori pasticcerie di Padova

Se invece siete stufi di mangiare e volete fare un po’ di shopping, ecco i 

Negozi particolari a Padova

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